Sadismo Termine coniato nei primi anni del '900, insieme a "masochismo", che vedremo in seguito, dallo psicologo Richard von Krafft-Ebing, sotto la categoria di "anomalie sessuali distinte ma correlate tra loro", infatti nel suo trattato del 1885, "Psychopathia Sexualis", lo definiva così -"l'esperienza di sensazioni sessuali piacevoli, orgasmo compreso, prodotta da atti di crudeltà, punizioni corporali inflitte sulla propria persona o in presenza di altri, sia animali o persone.... può consistere anche in un innato desiderio di umiliare, di fare male, ferire o persino distruggere gli altri, per lo scopo di ottenere il proprio godimento sessuale"-. Lo stesso psicologo però, decretò che in molte coppie era difficile distinguere la normale sessualità da queste pratiche, visto che molti le praticavano giudicandole normali giochi di coppia. Il primo a prendere in considerazione le due devianze come qualcosa che poteva dare vari tipi di piacere a seconda di chi le praticava, fu Haverlock Ellis che, innanzitutto restrinse i due concetti sotto l'unica definizione di algolagnia, definendoli "godimento di sensazioni dolorose", recepite e inflitte come "atti d'amore". Un ulteriore passo avanti fu fatto dall'antropologo Paul Gebhard che localizzò le origini dei due fenomeni sia in tutte le relazioni di dominanza e sottomissione attuate nella società, sia nell'aggressività che, comunque è presente in ognuno di noi. Fu lui a denominare in un unico termine le due parole, da qui sadomasochismo. Oggi come oggi sarebbe meglio cercare di spiegare il sadomasochismo, non dal punto di vista politico o psicologico, bensì dal punto di vista di un'interazione tra due o più persone in una scena (club, party, case private..), il tutto comprendente determinate caratteristiche: rapporti di dominio/sottomissione, dolore che porti godimento, fantasia, giochi di ruolo, umiliazioni e mortificazioni consapevoli, feticismo. Dolore e sadomaso sono legati, ma non soltanto come si può pensare, attraverso botte, frustate e affini, c'è chi si eccita al solo pensiero di provarne ma poi non le sopporta, chi si accontenta di "piccole cose" come piercing, cateteri, clisteri... chi vuole solo giocare allo schiavo/padrone. Al piacere derivato dal dolore si dovrebbe arrivare per gradi, stimolando la produzione di endorfine che, se sapientemente dosate, possono dare lo stesso effetto delle droghe leggere.